08/02/2012
E Nietzsche che dice? Boh.
Non che io voglia fare sempre quella polemica e aggressiva, eh...però dai, su, parliamone.
Il primo giorno di lavoro la segretaria mi comunica l'esistenza di un problema logistico, di carenza stanze, ma aggiunge che la primaria ha ordinato alla coordinatrice di programmare al più presto un brainstorming per trovare una soluzione.
La settimana successiva mi viene detto che dall'incontro delle loro menti è scaturita la soluzione: una delle colleghe anziane verrà trasferita in un locale al piano terra. Ingenuamente domando se non sia più semplice installare me, la neoarrivata, in questo locale del sottosuolo, ma la segretaria risponde che la coordinatrice le ha riferito che la primaria ha deciso che quella stanza è più adatta al lavoro della collega che al mio. Aggiungo alla lista del personale odiantemi anche la “sloggiata” e attendo la consegna delle chiavi.
Eh sì, mapperò prima bisogna ordinare i mobili nuovi per la stanza al piano terra, dice la coordinatrice alla segretaria.
Passa un'altra settimana e la primaria viene a dirmi che la coordinatrice ha sentito dire dalla segretaria che i mobili da noi ordinati sono stati erroneamente assegnati ad un altro reparto e che bisogna, pertanto, inoltrare nuovamente l'ordine.
La settimana scorsa arrivano i mobili; io accolgo i traslocatori con un assolo di ola e mi preparo al taglio del nastro.
Ah ma...'spetta: la segretaria dice che si deve lasciare il tempo alla coordinatrice di chiedere alla donna delle pulizie di pulire il locale e alla collega sloggiata di fare il trasloco del suo materiale.
Il risultato è che dopo cinque settimane dal mio arrivo, oggi ho accolto cinque pazienti in cinque stanze diverse.
Lo so, lo so, difficile tenere il filo.
Per chi si fosse perso faccio un sunto: domani occupo l'ascensore per disabili.
21:56 Scritto da: layle74 in Chi non lavora, non fa...qui qualcosa non quadra | Link permanente | Commenti (6) | Segnala | OKNOtizie
05/02/2012
Alla caricaaa!
A parte il fatto che, genio che sono, venerdì sera con meno sei gradi, ho deciso di uscire con un vestitino mini di lana e gli stivali (ebbene sì, dopo le peripezie dell'anno scorso “cercali affannosamente-trovali-scopri che hanno due marroni diversi-barattali con due paia di scarpe tra cui le ballerine blu windows”, ne ho ricomprati un altro paio). Stivali con tacco dieci e senza suola in gomma, per l'esattezza. Che significa, con i meno sei gradi di cui sopra, che ho rischiato di farmi tutto il marciapiede di viale Isonzo di culo, prima di decidere di scendere dal marciapiede ghiacciato e rischiare quindi di essere travolta dalle auto in transito.
Ma la mia genialità non finisce qui.
A tarda sera TheVoice ed io ci addormentiamo davanti alla tivvù. Quando più tardi lui mi domanda se voglio fermarmi a dormire io dico occhei, ché è tardi, fuori fa freddo e di farmi mezz'ora di strada proprio non mi va.
La mattina ci svegliamo di buon ora, perché TheVoice deve incontrarsi con FidanzataUno per andare a vedere un appartamento ed io, saltata la gita dalla nonna causa condizioni meteo nel Piemonte, voglio andare a LeRoyMerlin a comprare altre gocce d'acqua verdi. Dopo una colazione a base di chiacchiere e frittelle alla nutella io mi avventuro nuovamente sulla strada lastricata di ghiaccio e raggiungo miracolosamente incolume la mia puntina. Pure un po' ringalluzzita dal commento di un motociclista che dopo aver tentato di investirmi mi apostrofa con un “bellissima!”. Eh...lo stivale col tacco fa! Comunque...Salgo in auto e mi accorgo di aver lasciata accesa la lucina dell'abitacolo. Giro la chiave con un sospetto che non tarda a divenire realtà: la batteria è a terra.
Come prima cosa recupero un paio di stivaletti da neve dal bagagliaio, che poco c'azzeccano con la mise ma almeno mi permettono di restare in piedi. Chiamo TheVoice che però non ha i cavi. Mi consiglia di chiedere al benzinaio che però non è attrezzato e a sua volta mi consiglia di chiedere al meccanico dietro l'angolo che però è chiuso. Cammina-cammina trovo tre poliziotti fermi davanti ad un palazzo, i quali mi consigliano di andare in via Bligny che 'forse' un meccanico aperto lo trovo. Eseguo e proseguo fino a raggiungere un'officina autorizzata Fiat. Aperta. Espongo il problema ad uno dei signori in tuta blu che dopo aver saputo dove è parcheggiata l'auto mi dice “è troppo lontana” e a cui rispondo “lo dice a me che me la sono fatta a piedi?”. In quel mentre mi richiama TheVoice: sta andando con FidanzataUno a recuperare i cavi da un amico “tu torna all'auto e aspettami”. Obbedisco e torno alla puntina seguendo le bricioline di bestemmie lasciate sulla neve e qui trovo il mio salvatore e la sua fidanzata a cui mi presento come “LaYle, membro del Mensa”. Piccolo dettaglio: la coppia mi ha raggiunta con i cavi sì, ma senza auto. Tocca quindi mettersi a bordo strada cercando di fermare un automobilista benevolo. Ma il vestitino mini senza stivalazzo non fa: i milanesi sono un popolo dimmerda, qui lo dico. I meccanici fiat pure. Fortuna vuole che un ragazzo si avvicini a piedi per recuperare la sua auto parcheggiata dietro la mia: è lui che mi offrirà gentilmente la sua batteria per mettere nuovamente in moto la povera puntina.
Tre interminabili ore dopo sono finalmente in tana.
Ma con le mie gocce d'acqua verdi.
E totalmente scarica.
21:36 Scritto da: layle74 in VDM: al di là del principio della sfiga | Link permanente | Commenti (14) | Segnala | OKNOtizie
02/02/2012
La regiena delle nevi
Non avete pregato abbastanza perché qui è venuta giù talmente tanta neve che sul balcone un igloo potevo fare, mica solo un pupazzo.
Ma nonostante questo la Iena, personcina responsabile e professionale, ieri si è sparata quindici chilometri per andare al lavoro e poi altri quaranta per raggiungere il capoluogo. Che c'aveva l'appuntamento prima con AmicoFisioterapista e poi con i pazienti privati.
Or bene...giunta in casa-madre la Iena realizza di non avere le scarpe adatte per affrontare il centro a piedi quindi si appropria degli scarponcini imbottiti di pelo della mamy e si avvia, procedendo con sicumera sulla neve fresca e raggiungendo incolume la destinazione. Il capitombolo avviene una volta varcato il portone dello studio, perché pare che gli scarponcini da neve abbiano una pessima presa sulla superficie marmorea: e così accade che codella si spalma sul pavimento come il burro sulla fetta biscottata, riportando una contusione al ginocchio, una mezza lussazione alla spalla e due palle completamente girate visto che da AmicoFisioterapista c'era appena stata.
Senza contare che, la sera, una deviazione stradale unita alla velocità ridotta le ha fatto raggiungere la tana alle 21.00, vale a dire due ore dopo la partenza da casa-madre.
E insomma, la Iena odia la neve.
Si era capito?
19:44 Scritto da: layle74 in Raccolta indifferenziata | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | OKNOtizie
